Noi dentisti Dental Family contro il palato stretto: espansione palatale.

“Dottore dottore! Non so, mi sembra che ci sia qualcosa che non va nei denti di mio figlio. Li vedo affollati, non avrà forse un’arcata piccola?!”

“Controlliamo subito signora, potrebbe avere un palato stretto.”

“Ma è grave?! Non è che mi rimane così?!”

“Tranquilla signora per fortuna è tutto risolvibile, siamo nei tempi giusti!”

 


L’efficacia della correzione delle anomalie trasversali con espansore rapido palatale è massima se eseguita il prima possibile, in età prepuberale. La terapia dura circa un mese più 9-11 mesi di contenzione passiva per consolidare il risultato.


La contrazione scheletrica del mascellare superiore rappresenta un argomento di attualità in ortodonzia, specie per quanto riguarda le problematiche nel paziente in crescita. La contrazione trasversale è contraddistinta da una volta palatale stretta e può essere corretta allargando la sutura palatino-mediana con conseguente ampliamento di volta palatale e pavimento del naso. Nelle anomalie trasversali con iposviluppo del mascellare superiore si ha frequentemente un’anomala relazione sul piano trasversale, verificabile anche dalla presenza di crossbite mono o bilaterale, ovvero morso invertito rispetto alla norma. L’anomalia è comunemente legata ad alterazioni funzionali che modificano l’equilibrio tra le forze esercitate dalla muscolatura interna (lingua) ed esterna (labbra e guance), ma può essere anche legata ad alterazioni congenite, distrofie, disturbi del metabolismo, infezioni o traumi che causano ipopoplasia e arresto della crescita dei mascellari.


L’obiettivo dell’espansione rapida palatale è quello di coordinare le basi ossee determinando un incremento della dimensione trasversale dell’arcata superiore e un riposizionamento ortopedico del mascellare in una condizione più favorevole rispetto alla mandibola, evitando il più possibile effetti collaterali ai denti utilizzati come ancoraggio per le bande.

Normalmente l’espansore rapido palatale è un apparecchio rigido dotato di una vite che permette di disgiungere parzialmente la sutura palatino-mediana come una cerniera superiormente alla base del naso in maniera maggiore anteriormente piuttosto che posteriormente. L’espansore può essere ancorato a bande sui quarti e/o sui sesti e possono poi essere aggiunte componenti ausiliarie come uncini per maschera di Delaire o uncini per trazioni intermascellari o intramascellari.

Uno dei modi per determinare la discrepanza trasversale è quello di determinare la distanza intermolare superiore (la misura fra le fosse centrali dei primi molari decidui/definitivi superiori di destra e sinistra) e la distanza intermolare inferiore (la misura tra le cuspidi distovestibolare dei primi molari decidui/definitivi inferiori di destra e di sinistra). In occlusione normale le due misure coincidono, perché le cuspidi distovestibolari dei primi molari inferiori articolano con le fosse centrali dei primi molari superiori: se così non è, siamo in presenza di discrepanza trasversale positiva o negativa.

Discrepanza trasversale e II classe
Nei pazienti con malocclusione di II classe deve sempre essere effettuata l’analisi trasversale in quanto frequentemente è presente un deficit di ampiezza del mascellare superiore che rende il trattamento con espansore rapido la terapia di elezione, alla quale può anche seguire, se l’espansione avviene precocemente, un riposizionamento spontaneo in avanti della mandibola nei 6-12 mesi successivi. Questo avviene soprattutto nei casi con retrusione mandibolare di natura prevalentemente posizionale e con discrepanza sagittale non grave.


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