Ortodonzia: malocclusioni verticali

Normalmente i denti dell’arcata superiore occludono “coprendo” i denti dell’arcata inferiore, nel morso crociato o inverso o cross-bite si ha la tendenza inversa.

Può essere anteriore quando  si è in presenza di masticazione inversa, mento pronunciato e profilo appiattito, condizione associata alla malocclusione di terza classe, dentale e/o scheletrica. Invece quando si manifesta morso crociato laterale, mono o bilaterale,  il danno è funzionale, in quanto la mandibola risulta molto limitata nelle sue fisiologiche escursioni in lateralità durante i normali atti come la masticazione.

Può essere dovuto ad un insufficiente sviluppo del mascellare superiore in senso trasversale, si nota il “palato stretto” e il paziente spesso è un respiratore orale.

 

Il morso profondo, detto anche morso coperto o deep-bite, è caratterizzato da un marcato overbite, ovvero gli incisivi superiori “coprono” troppo gli incisivi inferiori (la norma è 2,5 millimetri ± 1,5), addirittura nei casi più gravi gli incisivi inferiori “spariscono” dietro ai superiori.

E’ presente nel tipo facciale brachi o short-face, caratterizzato da un’altezza ridotta, oppure può essere dato da un’eccessiva inclinazione verso il palato degli incisivi superiori, come nella seconda classe dentale, seconda divisione. 


Al contrario del morso profondo nel morso aperto o open-bite i denti dell’arcata superiore non contattano con i denti dell’arcata inferiore, può essere anteriore o laterale quando interessa i premolari.

È presente nei soggetti dolico o long-face, dove l’altezza facciale è aumentata e vi è la tendenza a non chiudere i denti anteriori, oppure può essere causato da abitudini viziate come l’interposizione linguale in deglutizione o la persistenza oltre i 2 anni dell’uso di ciucci o del succhiamento del dito.

Il morso aperto nell’adulto è molto difficile da correggere, spesso si deve ricorrere alla chirurgia maxillofacciale.