La corona dentale!

La molarchia è una forma di governo in cui il capo di stato è quell'elemento dentale che prima di tutti gli altri, dopo varie vicissitudini e trattamenti, riceve dall "alto" una corona a rivestimento. 


La corona dentale (o capsula) è un dispositivo di protesi fissa utilizzato per ricoprire la superficie di un singolo elemento dentale (naturale o su impianto) a fini estetici e/o funzionali.

Se il rivestimento dell’elemento è totale, si parla di “corona completa” altrimenti, nei casi in cui è possibile conservare una superficie del dente, si parla di “corona parziale”.

QUANDO È NECESSARIO APPLICARE UNA CAPSULA O CORONA DENTALE?

Le indicazioni più frequenti per l’applicazione di una capsula possono riguardare:

1 : la sostituzione di un elemento mancante con un impianto; questa procedura prevede la riabilitazione protesica per mezzo di una corona dentale su impianto con la costituzione di una nuova unità estetico-funzionale formata da impianto dentale e corona

2 : necessità di protezione di elementi dentali trattati endodonticamente (devitalizzati) o in presenza di una importante erosione della corona dentale dovuta ad un attacco chimico acido con interessamento della dentina che provoca ipersensibilità a stimoli esterni.


CHE MATERIALI ABBIAMO A DISPOSIZIONE PER FABBRICARE LE CORONE DENTALI E INDICAZIONI

Per molti anni la corona dentale in oro, ha rappresentato il “gold standard” nella riabilitazione protesica in virtù della duttilità di questo materiale e della sua stabilità chimica nel cavo orale; inoltre era impiegato anche per la fabbricazione di altri manufatti come la corona dentale telescopica. Oltre alle leghe d’oro, venivano utilizzate altre leghe di metalli non nobili per la fabbricazione ad esempio della corona dentale Richmond.

Il problema estetico che presentavano le capsule in oro e le Richmond  quando venivano impiegate come capsule per i denti anteriori, veniva risolto applicando specifiche resine sulla superficie vestibolare (estetica) del manufatto in modo da armonizzare il colore con quello dei denti vicini.

Successivamente la corona dentale in metallo ceramica (che identificava sia la corona in oro ceramica che quella in porcellana), ha gradualmente soppiantato nella clinica, la capsula in oro; questo perché si riusciva ad ottenere un ottimo risultato estetico grazie alla possibilità di stratificare i materiali ceramici sulla struttura metallica creando un buon effetto estetico di “profondità” oltre che di colore molto più simile a quello dei denti naturali.

Negli ultimi decenni, fra i materiali impiegati per costruire i vari tipi di capsule, vi è la corona dentale metal free (detta anche corona dentale estetica); essa ha trovato un impiego sempre più diffuso tra gli Odontoiatri in virtù delle sue ottime caratteristiche estetiche, di resistenza ai carichi masticatori e biologiche in quanto sono anallergiche.

Le corone metal free sono costruite con materiali esclusivamente ceramici; abbiamo due grandi categorie di ceramiche dentali, a base di silicato (oltre il 60%) e ad alta resistenza.

Le corone dentali in ceramica a base di silicato vengono utilizzate quasi esclusivamente nei settori anteriori poiché sono molto estetiche; appartengono a questo gruppo, le ceramiche feldspatiche e le ceramiche vetrose.

La corona dentale in zirconio, zirconio ceramica e in ossido di allumina invece sono ceramiche cosiddette “ad alta resistenza” ma molto meno estetiche rispetto a quelle vetrose o feldpsatiche; vengono prevalenemente impiegate nei settori posteriori per poter sostenere il carico masticatorio.

La zirconia ha infatti una resistenza alla flessione (900-1200 MPa) ed una tenacità alla frattura molto più alta rispetto ad altre ceramiche.

Tra gli altri vantaggi della zirconia vi sono:

·       assenza di fenomeni allergici (come in tutte le corone metal free) che invece possono essere presenti nelle leghe dentali per la presenza di metalli quali il nichel e il palladio

·        bassa conducibilità termica: questa caratteristica permette di ridurre la sensibilità agli sbalzi termici e i rischi di irritazione pulpare a carico del dente sottostante la corona

·        riduzione del numero dei batteri patogeni sulla sua superficie

·        radiopacità a livello radiografico: permette all’Odontoiatra una corretta visione di eventuali gap di chiusura del manufatto protesico sul moncone dentale.

Le indicazioni per l’utilizzo dei materiali ceramici sono essenzialmente di natura estetica; tuttavia, rispetto alle leghe metalliche, questi presentano notevoli vantaggi:

·        approccio più conservativo in fase di preparazione, con mantenimento della vitalità pulpare dell’elemento

·        possibilità di evitare l’allungamento di corona clinica anche con preparazioni poco ritentive

·        ottimi risultati in termini sia di resistenza che di estetica anche a spessori ridotti

·        possibilità di cementazione adesiva sullo smalto sottostante (ceramiche a base di silicato)

·        maggiore facilità di gestione della zona del margine

·        biocompatibilità

·        economici, considerato l’alto costo delle leghe dentali

Nell’ambito della ricostruzione protesica provvisoria, invece, si può utilizzare la corona dentale in resina o in composito. Questi due materiali hanno caratteristiche chimico-fisiche diverse in quanto il composito (costituito da una matrice resinosa con aggiunta di materiali inerti come riempitivi), permette la fabbricazione di capsule provvisorie a lungo termine con caratteristiche di scarsa usura e deformazione, buona stabilità dimensionale nel tempo e un’ottima

L’impiego nel breve periodo di queste protesi è giustificato dal fatto che a causa delle variazioni dimensionali, si avranno micro-infiltrazioni lungo l’interfaccia corona-moncone, condizioni predisponenti allo sviluppo di carie ai margini del restauro.